Viaggi culturali

 

I viaggi di Dorian Cara
Messinese

Regioni del mondo (Italia)

23 maggio 2014 - 26 maggio 2014

Il poeta Giovanni Pascoli, che a Messina insegnò letteratura latina presso l’Università, in diverse sue epistole racconta l’affezione che ebbe per questa città: “Io [a Messina] ci ho passato i cinque anni migliori, più operosi, più lieti, più raccolti, più raggianti di visioni, più sonanti d’armonie della mia vita”. E ancora: “bella falce adunca, che taglia nell’azzurro il più bel porto del mondo, tra il bel monte Peloro verde di limoni e glauco di fichidindia e l’Aspromonte che, agli occasi, si colora d’inesprimibili tinte”. In una lettera del 21 gennaio 1909, a meno di un mese dal disastroso terremoto che distrusse la città dello Stretto, a ricordo della splendida città scrive ad un amico: “I due panorami di Messina sono lì, incorniciati, in una parte al mio fianco; le atroci fotografie del disastro sono poco sotto, e ogni tanto ci vado a pascere la mia tristezza (...)”.

dettagli viaggio

I viaggi di Dorian Cara
Basilicata

Regioni del mondo (Italia)

1 giugno 2014 - 8 giugno 2014

Carlo Levi in Cristo si è fermato ad Eboli, descrivendo gli struggenti paesaggi lucani durante il suo confino dice: “…Ed ogni intorno altra argilla bianca senz’alberi e senz’erba, scavata dalle acque in buche, in coni, piagge di aspetto maligno, come un paesaggio lunare… e da ogni parte non c’erano che precipizi di argilla bianca, su cui le case stavano come librate nell’aria… era un susseguirsi digradante di monticelli, di buche, di coni di erosione rigati dall’acqua, di grotte naturali, di piagge, fossi, collinette di argilla, come se la terra intera fosse morta…”. La Basilicata è continua sorpresa di orizzonti.

dettagli viaggio

I viaggi di Dorian Cara
Basilicata

Regioni del mondo (Italia)

8 luglio 2014 - 15 luglio 2014

Carlo Levi in Cristo si è fermato ad Eboli, descrivendo gli struggenti paesaggi lucani durante il suo confino dice: “…Ed ogni intorno altra argilla bianca senz’alberi e senz’erba, scavata dalle acque in buche, in coni, piagge di aspetto maligno, come un paesaggio lunare… e da ogni parte non c’erano che precipizi di argilla bianca, su cui le case stavano come librate nell’aria… era un susseguirsi digradante di monticelli, di buche, di coni di erosione rigati dall’acqua, di grotte naturali, di piagge, fossi, collinette di argilla, come se la terra intera fosse morta…”. La Basilicata è continua sorpresa di orizzonti.

dettagli viaggio

I viaggi di Dorian Cara
Calabria

Regioni del mondo (Italia)

6 settembre 2014 - 14 settembre 2014

Nel suo "A travers l’Apulie et la Lucanie", pubblicato a Parigi nel 1883, l’archeologo francese François Lenormant (1837-1883) visitando la Calabria nel 1879 la descrive così: «[...] L’acqua è così trasparente che quando i nostri sguardi si dirigono in basso, perdiamo la sensazione della realtà tangibile di questo elemento. La barca ci sembra sospesa in aria, e la nostra vista si tuffa senza ostacoli sino al fondo, distinguendo in esso le accidentalità della sua superficie, l’alternanza di sabbia bianca e di scaglie nere di rocce che la forano, le alghe di varie specie che l’adornano [...]».

dettagli viaggio

I viaggi di Dorian Cara
Locride

Regioni del mondo (Italia)

15 settembre 2014 - 22 settembre 2014

L’incipit del romanzo "Gente in Aspromonte" del 1930, scritto dal più noto dei letterati calabresi Corrado Alvaro apre con queste parole: «Non è bella la vita dei pastori in Aspromonte, d’inverno, quando i torbidi torrenti corrono al mare, e la terra sembra navigare sulle acque. I pastori stanno nelle case costruite di frasche e di fango, e dormono con gli animali. Vanno in giro coi lunghi cappucci attaccati ad una mantelletta triangolare che protegge le spalle, come si vede talvolta raffigurato qualche dio greco pellegrino e invernale. I torrenti hanno una voce assordante ». La Locride incanta ancestralmente.

dettagli viaggio

I viaggi di Dorian Cara
Trapanese

Regioni del mondo (Italia)

7 dicembre 2014 - 11 dicembre 2014

Nino Barone è poeta contemporaneo trapanese che fa emergere nei suoi versi l’amore per la sua città. La poesia “Li massari” racconta un spaccato lirico della fede del popolo trapanese: “C’ca n Trapani li chiamanu massari, / spuntaru centucinquant’anni fa; / sunnu chiddi chi portanu li vari / di li Misteri, cu forza e volontà / (...)“. Sale, mulini a vento, cuscus e gamberetti, le isole Egadi all’orizzonte disegnate entro tramonti di fuoco, fenici e arabi, uve dolcissime e città greche: il trapanese è inebriante confine di bellezze.

dettagli viaggio

selezionare l'area geografica di interesse per visualizzare i viaggi relativi.

 

 

scegli direttamente il tuo viaggio qui..

 

 

Codice cliente Password
accesso ad area riservata clienti

catalogo 2014